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Caparra confirmatoria, caparra penitenziale e acconto prezzo: quali sono le differenze quando compri casa?

La somma versata con la proposta non è sempre una semplice caparra

Quando si presenta una proposta per acquistare una casa, quasi sempre viene versata una somma di denaro.

Può trattarsi di 5.000, 10.000 o anche 20.000 euro, a seconda del valore dell’immobile e degli accordi raggiunti.

Molti acquirenti la chiamano genericamente “caparra”. Ma quella somma potrebbe essere indicata nel contratto come:

  • caparra confirmatoria;
  • caparra penitenziale;
  • acconto sul prezzo;
  • oppure, in alcuni casi, deposito fiduciario destinato a trasformarsi successivamente in caparra.

Non sono semplici parole.

La definizione utilizzata nella proposta o nel contratto preliminare può produrre conseguenze economiche e giuridiche molto diverse se una delle parti cambia idea o non rispetta gli accordi.

Per questo, prima di firmare una proposta di acquisto immobiliare, è fondamentale capire non soltanto quanto si sta versando, ma soprattutto a quale titolo quella somma viene consegnata.

Un esempio pratico

Immaginiamo che un appartamento a Padova venga venduto al prezzo di 250.000 euro.

L’acquirente presenta una proposta e consegna un assegno di 10.000 euro.

Se il proprietario accetta la proposta e l’acquirente ne riceve comunicazione, si forma normalmente un accordo vincolante. Ma cosa rappresentano quei 10.000 euro?

Dipende da ciò che è stato scritto nel contratto.

La stessa somma potrebbe essere:

  • una garanzia contro l’inadempimento;
  • il corrispettivo per la possibilitĂ  di recedere;
  • un’anticipazione del prezzo finale;
  • un deposito che l’agente immobiliare conserva fino all’accettazione.

Le conseguenze cambiano completamente.

Caparra confirmatoria , penitenziale o acconto
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