“Non ti preoccupare, si può vendere lo stesso”: il caso reale di una compravendita immobiliare finita dall’avvocato

Quando una difformità urbanistica non sanabile viene ignorata, il problema non scompare con il rogito

“Non ti preoccupare.”

Sono probabilmente le tre parole più pericolose che si possano pronunciare durante una compravendita immobiliare.

Non perché ogni piccola difformità renda automaticamente impossibile vendere una casa. Le situazioni urbanistiche devono essere valutate caso per caso da un tecnico qualificato.

Ma quando le verifiche sono state eseguite, il problema è emerso chiaramente e un tecnico ha stabilito che determinate difformità non sono sanabili, decidere di procedere ugualmente significa assumersi un rischio enorme.

Quello che sto per raccontarti è un caso reale, ancora in corso, dal quale ho eliminato ogni elemento che possa rendere riconoscibili le persone e l’immobile coinvolti.

È una vicenda che dovrebbe far riflettere ogni proprietario intenzionato a vendere casa a Padova e ogni acquirente che sta investendo i risparmi di una vita.

La casa viene messa in vendita

Tutto inizia come una normale compravendita.

Un immobile viene proposto sul mercato e viene individuato un acquirente realmente interessato. Il prezzo viene concordato e la trattativa sembra procedere nella giusta direzione.

Il valore dell’acquisto è di circa 210.000 euro.

L’acquirente deve richiedere anche un mutuo e, come avviene nella maggior parte delle compravendite, sostiene diverse spese:

  • perizia bancaria;
  • istruttoria del finanziamento;
  • notaio;
  • imposte;
  • eventuale mediazione immobiliare;
  • pratiche tecniche;
  • assicurazioni collegate al mutuo;
  • trasloco e organizzazione della nuova abitazione.

Fino a questo punto potrebbe sembrare la storia di una compravendita come tante.

Ma prima del rogito vengono effettuate le verifiche urbanistiche sull’immobile. È proprio in questa fase che una Relazione Tecnica Integrata può far emergere difformità catastali e urbanistiche prima che diventino un problema per venditore e acquirente.

Ed è qui che emerge il problema.

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Vendere una casa in classe G: conviene ristrutturare prima o proporla nello stato attuale?

Una casa in classe energetica G può ancora essere venduta bene oppure è necessario ristrutturarla prima di metterla sul mercato?

È una domanda che molti proprietari di Padova e provincia stanno iniziando a porsi.

La crescente attenzione verso l’efficienza energetica, i costi delle bollette e la direttiva europea sulle cosiddette “Case Green” ha generato una certa preoccupazione. Chi possiede un appartamento costruito negli anni Sessanta, Settanta o Ottanta teme che la bassa classe energetica possa ridurre fortemente il valore della propria casa.

Da qui nasce un dubbio molto concreto:

Meglio spendere dei soldi per migliorare l’immobile prima della vendita oppure proporlo nello stato attuale e lasciare i lavori al futuro acquirente?

La risposta non è uguale per tutte le case.

In alcune situazioni una riqualificazione energetica può rendere l’immobile più interessante e aumentare il prezzo ottenibile. In altre, invece, affrontare lavori costosi prima della vendita rischia di essere un investimento che il proprietario non riuscirà a recuperare.

La decisione deve essere presa confrontando il costo dei lavori con il reale aumento di valore che il mercato è disposto a riconoscere.

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Case green e paura di svalutare l’immobile: cosa deve sapere chi vende casa a Padova

«La mia casa è in classe energetica G. È vero che tra qualche anno non potrò più venderla?»

Questa è una delle domande che molti proprietari stanno iniziando a porsi.

Basta leggere qualche titolo sui giornali o sui social per avere la sensazione che, dal 2030, milioni di abitazioni italiane diventeranno improvvisamente invendibili. Alcuni proprietari temono di essere obbligati a sostenere lavori per decine di migliaia di euro, altri pensano che sia necessario vendere immediatamente, prima che il valore dell’immobile crolli.

La realtà è più complessa, ma anche meno drammatica.

La direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici, conosciuta come direttiva “Case Green”, avrà certamente conseguenze sul mercato immobiliare. Tuttavia, per gli edifici residenziali, il testo definitivo non stabilisce che ogni singola casa debba obbligatoriamente raggiungere la classe F entro il 2030 e la classe E entro il 2033.

Non esiste quindi, oggi, un divieto generalizzato di vendere una casa in classe energetica F o G.

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