Vendere casa con più eredi: cosa succede se uno non vuole vendere?

Ereditare una casa insieme ad altre persone può sembrare, almeno all’inizio, una situazione abbastanza semplice.

La casa vale una certa cifra, gli eredi sono quattro, cinque oppure dieci, si trova un acquirente, si vende e ognuno riceve la propria parte.

Nella pratica non è sempre così.

Quando un immobile viene ereditato da più persone, infatti, può nascere una situazione molto più complessa:

  • un erede vuole vendere subito;
  • uno pensa che la casa valga molto di più;
  • uno vive all’estero;
  • uno non risponde;
  • qualcuno vorrebbe tenere l’immobile;
  • un altro ha bisogno rapidamente della propria quota;
  • qualcuno non vuole sostenere le spese;
  • oppure basta semplicemente che un solo erede non sia d’accordo sulla vendita.

Ed è qui che nasce una delle domande che mi vengono rivolte più spesso:

“Se siamo tanti eredi e uno non vuole vendere, possiamo vendere comunque?”

Continua a leggere

Donare casa ai figli o aspettare la successione? Ecco cosa conviene davvero

Donazione della nuda proprietà, usufrutto, successione o testamento: un esempio concreto per capire costi, vantaggi e differenze.

Quando un genitore possiede un immobile e vuole iniziare a pensare al futuro, prima o poi nasce una domanda:

“Mi conviene donare la casa ai miei figli adesso oppure lasciare che la ricevano un domani attraverso la successione?”

Subito dopo ne arriva quasi sempre un’altra:

“E se dono solo la nuda proprietà mantenendo l’usufrutto?”

Sono domande più che legittime, perché dietro una scelta apparentemente semplice possono esserci conseguenze economiche, fiscali e familiari molto diverse.

Come spesso accade nel mondo immobiliare, non esiste una risposta valida per tutti.

Facciamo quindi quello che preferisco fare quando devo spiegare un argomento complesso: partiamo da un esempio concreto e mettiamo i numeri sul tavolo.


Un esempio concreto: una mamma, due figli e una seconda casa

Immaginiamo questa situazione.

Una mamma nata nel 1944 possiede una seconda casa.

L’immobile ha:

valore commerciale stimato: 450.000 euro

rendita catastale: 1.500 euro

Ci sono due figli e l’intenzione della mamma è quella di lasciare, prima o poi, il 50% dell’immobile a ciascuno.

Le possibilità che vogliamo confrontare sono tre:

  1. donare oggi ai figli la nuda proprietà, mantenendo l’usufrutto;
  2. non fare nulla e lasciare l’immobile in successione;
  3. predisporre un testamento indicando il 50% dell’immobile a ciascun figlio.

Vediamo cosa cambia.

Continua a leggere

Caparra confirmatoria, caparra penitenziale e acconto prezzo: quali sono le differenze quando compri casa?

La somma versata con la proposta non è sempre una semplice caparra

Quando si presenta una proposta per acquistare una casa, quasi sempre viene versata una somma di denaro.

Può trattarsi di 5.000, 10.000 o anche 20.000 euro, a seconda del valore dell’immobile e degli accordi raggiunti.

Molti acquirenti la chiamano genericamente “caparra”. Ma quella somma potrebbe essere indicata nel contratto come:

  • caparra confirmatoria;
  • caparra penitenziale;
  • acconto sul prezzo;
  • oppure, in alcuni casi, deposito fiduciario destinato a trasformarsi successivamente in caparra.

Non sono semplici parole.

La definizione utilizzata nella proposta o nel contratto preliminare può produrre conseguenze economiche e giuridiche molto diverse se una delle parti cambia idea o non rispetta gli accordi.

Per questo, prima di firmare una proposta di acquisto immobiliare, è fondamentale capire non soltanto quanto si sta versando, ma soprattutto a quale titolo quella somma viene consegnata.

Un esempio pratico

Immaginiamo che un appartamento a Padova venga venduto al prezzo di 250.000 euro.

L’acquirente presenta una proposta e consegna un assegno di 10.000 euro.

Se il proprietario accetta la proposta e l’acquirente ne riceve comunicazione, si forma normalmente un accordo vincolante. Ma cosa rappresentano quei 10.000 euro?

Dipende da ciò che è stato scritto nel contratto.

La stessa somma potrebbe essere:

  • una garanzia contro l’inadempimento;
  • il corrispettivo per la possibilità di recedere;
  • un’anticipazione del prezzo finale;
  • un deposito che l’agente immobiliare conserva fino all’accettazione.

Le conseguenze cambiano completamente.

Caparra confirmatoria , penitenziale o acconto
Continua a leggere