Donazione della nuda proprietà, usufrutto, successione o testamento: un esempio concreto per capire costi, vantaggi e differenze.
Quando un genitore possiede un immobile e vuole iniziare a pensare al futuro, prima o poi nasce una domanda:
“Mi conviene donare la casa ai miei figli adesso oppure lasciare che la ricevano un domani attraverso la successione?”
Subito dopo ne arriva quasi sempre un’altra:
“E se dono solo la nuda proprietà mantenendo l’usufrutto?”
Sono domande più che legittime, perché dietro una scelta apparentemente semplice possono esserci conseguenze economiche, fiscali e familiari molto diverse.
Come spesso accade nel mondo immobiliare, non esiste una risposta valida per tutti.
Facciamo quindi quello che preferisco fare quando devo spiegare un argomento complesso: partiamo da un esempio concreto e mettiamo i numeri sul tavolo.
Un esempio concreto: una mamma, due figli e una seconda casa
Immaginiamo questa situazione.
Una mamma nata nel 1944 possiede una seconda casa.
L’immobile ha:
valore commerciale stimato: 450.000 euro
rendita catastale: 1.500 euro
Ci sono due figli e l’intenzione della mamma è quella di lasciare, prima o poi, il 50% dell’immobile a ciascuno.
Le possibilità che vogliamo confrontare sono tre:
- donare oggi ai figli la nuda proprietà, mantenendo l’usufrutto;
- non fare nulla e lasciare l’immobile in successione;
- predisporre un testamento indicando il 50% dell’immobile a ciascun figlio.
Vediamo cosa cambia.
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